📋 Testo
Nella città di Colofone1 viveva Aracne, giovinetta di straordinaria bravura nel tessere le
più belle stoffe del mondo; aveva mani agili e sottili che muoveva tra i fili di seta con
tale disinvoltura e delicatezza da creare tessuti, veli, arazzi 2 di ineguale 3 bellezza.
Ora accadde che la figlia del re doveva andare sposa e Aracne si era impegnata a tesse-
re, per lei, una clamide4 tanto lunga quanto morbida e leggera; anzi, accusata dalle dame
di corte di presunzione e vanità, Aracne aggiunse che il tessuto della clamide sarebbe
stato tanto leggero da non superare il peso di due ali di colomba.
Lavorò per un anno intero, giorno e notte, adoperando il filo del baco da seta quando
esso era ancora contenuto nel bozzolo: lo srotolava con grande pazienza e con altrettan-
ta maestria lo lavorava al telaio.
Ne ricavò una clamide nuziale così lieve da essere contenuta entro il pugno di una mano.
Immaginarsi lo stupore delle dame di corte quando Aracne, nel giorno stabilito, si pre-
sentò alla reggia con un tessuto di così leggera consistenza!
L’invidia delle dame fu tale che spinse una di esse a prendere realmente la bilancia per
confrontare il peso della clamide con quello di due ali di colomba; ma, meraviglia delle
meraviglie, il piatto pendeva dalla parte delle ali.
Si volle ancora una volta mettere in dubbio l’abilità della giovinetta e si disse che quel
tessuto non era opera di un mortale: certamente Minerva, divina artigiana, era interve-
nuta nella tessitura del lavoro.
A tale accusa Aracne diventò color porpora, si fece avanti e a gran voce esclamò: «Sfi-
do qui, dinanzi a voi, Minerva stessa ad eseguire un’opera pari alla mia».
La sfida provocò turbamento tra i presenti; sarebbe stata una gara singolare e quasi impos-
sibile: nessun mortale aveva osato fino ad allora sfidare una dea.
La sfida, infatti, sdegnò Minerva, nota per la sua fierezza e superbia. La dea, sotto le spo-
glie di una vecchietta, si presentò ad Aracne.
Dopo un animato diverbio tra le due, si stabilì che di lì a tre lune 5 entrambe avrebbero
presentato al palazzo del re un arazzo trapunto ad ago, raffigurante le gesta del dio del
mare e del dio degli inferi.
Nel giorno fissato, Aracne e Minerva, quest’ultima ancora sotto le spoglie di una vec-
chietta, presentarono la loro opera.
HAI A DISPOSIZIONE 60 MINUTI DI TEMPO PER COMPLETARE LA PROVA.
1. Colofone: una delle città fondate dagli antichi Greci sulle coste dell’Asia Minore.
2. arazzi: tessuti a figure, lavorati a mano, che si appendono ai muri come se fossero quadri.
3. ineguale: ineguagliabile.
4. clamide: manto regale.
5. tre lune: circa tre mesi, dal momento che per luna gli antichi intendevano anche la durata del mese luna-
re, di circa 29 giorni.
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UN ESEMPIO DI PROVA SVOLTA
Il giudizio fu immediato e sicuro: l’arazzo di Aracne era di gran lunga più bello di quel-
lo di Minerva per l’armonia dei colori, per la limpidezza delle forme, per la delicatezza
del trapunto.
La vecchia scomparve, ma Aracne se la ritrovò in seguito nella sua dimora.
La dea, fremente d’ira, spezzò il telaio, afferrò con rabbia la spola e con essa colpì ripe-
tutamente il volto della giovinetta che, per sottrarsi al suo sdegno, si ritrasse nell’ango-
lo più buio della casa.
A questo punto avvenne una cosa strana: Aracne si sentì leggera, le braccia e le gambe
erano divenute prensili 6
.
Si appoggiò al muro e, con gran stupore, si accorse che poteva arrampicarsi. Allora comin-
ciò a salire.
Minerva l’aveva trasformata in ragno.
E come ragno visse per sempre, e per sempre continuò l’arte di tessere tele di inegua-
gliabile leggerezza e levità 7
.
(Lascia che ti racconti... Miti, leggende, fiabe di ieri e di oggi,
a cura di M. R. D’Aniello e A. Palazzo, Marco Derva, Torino, 1984)
6. prensili: capaci di afferrare, di tenersi avvinte a qualsiasi cosa senza cadere.
7. levità: qui sta per delicatezza.
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LE ATTIVITÀ
Nella prova di comprensione del testo, a ogni brano seguono 15 domande di comprensione e 10 doman-
de relative alle conoscenze grammaticali. In questa prova svolta, che ti proponiamo come esempio, pri-
ma di presentarti a una a una le domande, ti forniremo alcune indicazioni, affinché tu possa acquisire un
metodo di lavoro che potrai utilizzare efficacemente per tutti i testi.
PRIMA FASE DEL LAVORO
• Leggi attentamente il testo proposto.
• Sottolinea, a matita, quelle che ti sembrano le informazioni più importanti. Ad esempio:
- righe 1-2, da Nella città fino a del mondo; il periodo successivo, infatti, non fa che dettagliare e appro-
fondire l’informazione fondamentale già contenuta nella riga 1;
- righe 20-21, perché in esse è contenuta la sfida lanciata dalla protagonista alla dea, che determinerà
l’esito del racconto.
• Stila una sorta di riassunto, appuntando accanto al testo le informazioni salienti. Ad esempio:
- righe 1-3: a Colofone vive Aracne, fanciulla abilissima nel tessere;
- righe 4-19: Aracne tesse, per la figlia del re, una clamide leggerissima, che suscita l’incredulità delle
dame di corte, le quali mettono in dubbio l’autenticità della creazione e l’attribuiscono a Minerva;
- righe 20-28: Aracne sfida Minerva a tessere un arazzo, per vedere chi delle due è più brava; la dea, pur
indignata da tanta arroganza, accetta;
- righe 29-44: il giorno della gara, vince Aracne; Minerva, senza più freni, prima aggredisce Aracne e
poi la trasforma in ragno, costringendola a tessere tele per sempre.
• Eventualmente, segna nel testo le parole o i passaggi che non hai compreso. Ad esempio:
- il sostantivo artigiana (riga 18) riferito a Minerva: potrebbe suscitare qualche difficoltà, perché non è
immediato che sta per «tessitrice», come si desume dal contesto